“Microclima”… e micro-sentimenti a parte… Sopravvivere a San Francisco

Sembra essere proprio vero: a Settembre ed Ottobre San Francisco appare più calda e soleggiata che mai. Ho visto foto su Instagram di diverse persone che erano a mezze maniche qualche settimana dopo… e ad AGOSTO io avevo le maniche lunghe, la felpina, la sciarpetta fino alle orecchie e tanto morivo di freddo!!!

Non avevo previsto di portarmi dietro un piumino…

Questa città non fa proprio per me. Lo so, è una premessa scoraggiante, ma che ci posso fare se il clima e le temperature influiscono sul mio giudizio?

Già l’arrivo è stato traumatico… due ore imbottigliati nel traffico per attraversare Oakland, Berkeley e raggiungere Richmond… Giusto 6/7 corsie piene… pfff… easy!

Mi direte: non hai dormito in città??? Lasciamo perdere! E pensare che avevo trovato un Hotel che si trovava in “Lombard Street” (No dico… Poco famosa la Via eh?) … Caro? Nemmeno poi tanto considerati i benefit e i confort in più! Infondo ci trovavamo in una Metropoli Mondiale mica a Canicattì… ma il mio parere è stato snobbato. Tutti pensavano che si sarebbe risparmiato a dormire fuori. NEANCHE PER SOGNO. Si perde un’ora per entrare a San Francisco… si paga l’ingresso a San Francisco (ogni giorno!).

Se meditate di andare, sappiate che chiunque vi consiglia la macchina per girare SF è pazzo!

LA CITTA’ E’ ADATTISSIMA PER ESSERE GIRATA CON I MEZZI PUBBLICI!!! E io come l’ho girata? In macchina… Pessimi consigli portano a pessimo soggiorno… Oh comunque ad un soggiorno alquanto ricco di incazzature, ansie, magoni vari, mani nei capelli (ah no, quelle erano ben strette sul volante…).

Non ho mai sudato tanto alla guida in vita mia! Sono abituata alle strade strette, alle autostrade, agli incidenti, alle file, alle grandi città italiane, ai pericoli pubblici alla guida, alle manovre scomode fatte “col furgone”… eppure San Francisco è stato il banco di prova più difficile che io abbia mai superato. Almeno l’ho superato! (Ed era Agosto…non di certo il periodo più trafficato, eppure).

Mi merito un attestato… ahah… o almeno di recuperare i punti sulla patente con un accredito bonus.

Il primo giorno che mi sono diretta a San Francisco da Richmond, ho avuto conferma di quanto temevo: c’è sempre traffico!!! 40 minuti buttati al vento ogni giorno solo per entrare e poi boh, ne perdi un numero infinito solo per cercare disperatamente un parcheggio! Magari uno che permetta una sosta più lunga di due ore, non troppo caro e abbastanza vicino a qualche luogo d’interesse: MISSION IMPOSSIBLE.

Quando ti trovi in mezzo ad una città immensa con strade da 4 corsie o 5, in pieno centro, dove ogni 200 mt. c’è un semaforo e devi guardare le altre macchine, le corsie da prendere, la segnaletica, la velocità, i cartelli dei parcheggi, i pedoni, il colore a terra dei marciapiedi, perchè se son rossi guai a fermarsi è vietato, verde (15 minuti), bianco (sosta veloce solo per salire e scendere dalla macchina), poi credo ci fossero anche blu ma per chi fossero al momento l’ho rimosso, capite bene che guidare diventa il peggiore incubo! Piccolissimi parcheggi recintati sono un pò nascosti in tutta la città, ma sono appunto piccoli e spesso anche poco convenienti.

Cose che ho imparato: se si arriva ad un semaforo e devi svoltare a destra, puoi farlo anche con il rosso (dando logicamente uno sguardo a sinistra se arriva qualcuno e riservargli la precedenza!), a meno che non ci sia il cartello che lo neghi (una freccia che svolta a destra sbarrata di rosso!).

Altra accortezza in stile americano: se si arriva in due ad un incrocio senza semaforo solitamente passa chi è arrivato un pelo prima e non chi è a destra! Ahahah giuro che preferivo prendermi gli insulti perchè rimanevo ferma, che comprendere il loro calcolo sui secondi e su chi meritava di passare o cosa…!!!

Ah infine (diciamo così che è meglio! Perchè non ho coraggio di parlarvi anche del Carpooling! Pietà!) non parcheggiate mai in senso contrario nelle strade a doppio senso di marcia. Cioè se arrivate da destra e il posto vuoto è a sinistra non potete attraversare a taglio e parcheggiare a meno che non fate (dove consentito) un’inversione a U per mettere il veicolo nel giusto senso di marcia! Si è capito?

Io riassumerei il tutto con un: “siete malati”.

Hanno certe Leggi e certe regole (anche non scritte) che fanno dell’America un regno di contraddizioni incredibile! Però puoi, tranquillamente, andare a comprare una pistola senza controllo… Un grande ed immenso BAH.

Termino il discorso auto e spostamenti aggiungendo anche che TUTTI i Ponti sono a pedaggio! Si paga sempre per entrare a San Francisco. Quindi tutte le mattine da Richmond erano 4 dollari passando per il Bay Bridge.

Ovviamente non siamo mai entrati da nord e cioè dal Golden Gate Bridge perchè non era comodo, per poi scoprire che da lì costa tipo il doppio. Beh meno male che ci restava scomodo! Eheh.

Il primo giorno è stato alquanto faticoso…

San Francisco mi accoglie con giornate fredde… il sole lo avevo salutato e perso tra i monti del Parco Yosemite.

Un mio amico che abita a Berkeley mi ha parlato di questo “microclima” particolare che avvolge (in esclusiva) la città di San Francisco. Tutto il resto delle zone limitrofe infatti, gode di un clima più mite e di almeno 8 gradi in più! Dico OTTO! Il Golden Gate Bridge passa quasi tutto l’anno immerso nella nebbia e vi assicuro che se beccate una giornata come la mia, comincerete a sognare i tropici e la possibilità di teletrasportarvi altrove, IMMEDIATAMENTE. Continuavo a ripetermi che quella non poteva essere ancora considerata California! Si gelava! “Honolulu arrivooo!”

Per fortuna la nebbia si era alzata, ma il cielo era grigio, quel grigio che comunque ti dà fastidio agli occhi e te li fa lacrimare se sei senza occhiali da sole (e hai gli occhi chiari come i miei).

Il vento era perfetto per la barca a vela… se non ti avesse ucciso e congelato fino al midollo.

Stoicamente sono voluta andare oltre il ponte e salire sulla collina panoramica difronte!

Mi è venuta in mente solo questa frase: “Winter is Coming!” …

Dieci km oltre la collina, protetta da non so quale divinità, c’è la piccola cittadina di Sausalito. Lì il clima era tutta un’altra musica. Ho potuto fare splendide foto in direzione della città. Sembrava di stare in una cittadina italiana sul Lago di Garda. Un incanto. Mi sono scaldata mezz’ora al sole, ferma, appoggiata ad una panchina vicino l’Oceano, mentre un anziano signore si dilettava a fare “torri” con i sassi equilibristi…

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Posso giurare che queste foto sono state scattate circa un’ora dopo quella con il ponte.

Eppure sembra sia una giornata completamente diversa! I Love Sausalito … è ufficiale!

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A guardare queste foto provo una nostalgia immensa… E se provo nostalgia per SF, pensate quanta ne posso provare per LA, Las Vegas o San Diego… (arriverò anche a parlare di San Diego niente paura!).

Senza ombra di dubbio SF è bella. Talmente unica che è impossibile non trovare cose positive, ma non posso dire di amarla o di averla trovata irresistibile! E’ senza dubbio una città dinamica e molto nordica di mentalità (oltre che di clima). Girarla è faticoso! E’ tutta un sali e scendi logicamente! Si ok, sono pigra, ma non lo sono generalmente in vacanza! Anzi, tutt’altro: cammino moltissimo e solitamente giro benissimo da sola camminando anche più del dovuto! Ma preferisco camminare in pianura!

Su quattro giorni passati a scoprire San Francisco, solo uno è stato completamente bello! (Almeno fino alle sette di sera quando si è alzato il solito vento freddo). La giornata ha previsto un enorme tour a piedi, a spasso per The Embarcadero, Coit Tower, Russian Hill, Lombard Street e nel pomeriggio Alzatraz. Mi sono pure ustionata sulla barca, il sole picchiava e non ero pronta a questa novità.

La macchina l’avevo tranquillamente parcheggiata vicino al Pier 39 in uno di quei grandi parcheggi sotterranei, dispendiosi ma stracomodi. La soluzione migliore anche per i giorni successivi. Meglio pagare di più e poi girare a piedi o con i mezzi senza avere un pensiero.

Quel giorno è stato tutto un camminare, tra l’altro ho fatto circa un km in salita (di quelle ripide da morire) soltanto per raggiungere una fermata e attendere mezz’ora che passasse finalmente una Cable Car con un pò di spazio per poter salire!

La Cable Car è la famosa rete tranviaria che percorre una parte di San Francisco. Farci un giro è quasi d’obbligo! Il tram è sempre strapieno di gente! Molti turisti lo prendono direttamente al capolinea, facendo file immense e riescono a sedersi, poi ci sono quelli come me che saltano su quasi al volo facendo un sorriso al tranviere, dopo avergli chiesto (gridando sopra il rumore di rotaie) se c’era posto. Stare all’esterno del tram, attaccata al palo, facendo muscoli in salita per non andare all’indietro e riposando le braccia in discesa, è stato davvero divertente!

Consiglio: Fishermans Wharf e Pier 39

A mangiare se trovate un tavolo e per una volta (son sempre contraria) volete mangiare “italiano” (le virgolette non sarebbero mai troppe) c’è lo storico ristorante Cioppino’s.

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Imperdibile è Alcatraz! Comprate i biglietti online, anche due mesi prima con tanto di Alcatraz Cruises, altrimenti rischiate il sold out! Quella si che è stata una delle esperienze più forti che abbia mai fatto… L’audioguida è compresa nel biglietto e vi assicuro che vi lascia immergere totalmente nell’atmosfera!

Consiglio anche se siete in gruppo o in coppia di prendervi il vostro tempo! Staccatevi! Girate e seguite la guida per i fatti vostri! Non c’è bisogno di stare appiccicati, non vi porta via nessuno! Vi vedrete alla fine del grande tour e vi sarete distratti di meno!

“E’ molto più bello commentare tutto alla fine!” –> quello che vorrei dire a tanta gente al Cinema per esempio…

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