Perchè la vita è un brivido che vola via…

Oggi son così: riflessiva. Sarà che è arrivata la pioggia, sarà che ho accumulato una certa stanchezza tra lavoro, passaggio d’influenza e dolori muscolari ovunque (che neanche mia nonna)… sarà che quando vedo andarsene persone, con avanti ancora anni ed anni… mi sento inerme. Mi abbatto. Mi annullo per qualche giorno. Sento il bisogno di fermarmi a pensare… a quel grande mistero che è la vita.

Io non ci penso solo nei momenti “no”, sarebbe troppo scontato. Io penso spesso alla vita, al significato misterioso che ha e al modo in cui preferirei viverla.

Innanzi tutto con la positività ed il sorriso, perchè si, “la vita può volare via…”, può sfuggirti per quanto tu possa tenerla stretta. Per quanto tu possa stare super attento sul cosa fai, dove vai, chi frequenti, quanto vai veloce con la macchina, cosa mangi…

Vedo mio padre, in pensione, ma sempre immerso nel lavoro. La ditta che ha creato va avanti tutt’ora grazie a lui che segue ancora tutto e che non riesce a staccarsi, a fidarsi, a lasciare andare, a mettersi da parte… Affidare una cosa “tua” a qualcuno (che poi sarei io… la figlia) non è semplice e molti mi dicono: “finchè una persona lavora, sente di avere uno scopo nella vita, se lasciasse del tutto il lavoro non saprebbe che fare, sarebbe peggio”. Eppure mio padre ha delle passioni (caccia e pesca tra tutte aimè… specie per la prima che non si fa mai per “rilasciare la preda” come nella pesca e io non la tollero), ma comunque per lui nulla è bello come il lavoro… eppure dice di essere “stufo”… l’incoerenza. Ma chi ti obbliga??? Goditi la pensione, i tuoi hobby, i nipoti… e invece niente.

Poi ci sono molte persone anziane che, appena arriva la pensione, si annullano, muoiono un pò giorno per giorno… Chiaramente non tutte, ma una buona percentuale non ha abbastanza interessi e amore per la vita vera, da capire che c’è tanto da fare e da dare!

IO che faccio parte della generazione che forse non vedrà MAI la pensione, non posso che non essere disgustata e a volte si, distaccata dal concetto che “il lavoro nobilita l’uomo!”… A me frega poco lo ammetto. Sarà che lo Stato ti tassa all’inverosimile… che avere una ditta propria con Partita Iva di questi tempi è come scavarsi una fossa (il che basterebbe), metterci dei leoni e farci un salto dentro per vedere come si sta. Il disgusto per lo Stato Italiano, le sue leggi, le sue discriminanze, i soldi che intascano i politici, i vitalizi, le agevolazioni, le auto blu… mi porta a pensare che non vale assolutamente la pena farsi il sangue amaro. Se non hai un’immenso coraggio di fuggire e lasciare tutti (perchè il problema sarebbe lasciare gli affetti, non questa Nazione dove non so cos’altro dovrebbe succedere, per far cambiare le cose), allora devi fare il tuo meglio per vivere grazie al lavoro e NON vivere per il lavoro. Lasciare comunque spazio per se stessi… Forse la faccio facile. Molta gente con P.I. non arriva facilmente a fine mese, ma io parlo di chi ci arriva e potrebbe allentare le redini, perchè non lo fa? Perchè si fa consumare fino all’osso dalla società… dall’IVA… ingoiati da un sistema che spinge perchè tu dia cuore, soldi e anima a questo “mito” che è il lavoro.

Prima che arrivi l’inevitabile, prima che qualcosa ci porti via per sempre (e non importa se tu sei giovane, o pensionato), devi dare alle cose il giusto peso. Dannarsi al lavoro, starci male, incavolarsi con il mondo e con chi ti lavora affianco, seguire ogni cosa fanno gli altri al dettaglio, per mettere sempre becco e criticare… Tutto questo correre, lamentarsi, stressarsi… per cosa poi? Per allontanarsi dalle persone care? Per vedersi piombare addosso una malattia che ci annienta in un mese? Per covare rabbia e frustrazione per una vita che non è andata come volevi e sognavi? Perchè è bello lamentarsi e piangersi addosso, sentendosi “un grande” solo perchè si è instancabili per il lavoro (poi però a casa, con moglie, figli e/o nipoti non hai più energie o interesse di fare le cose ???…). Nessuno vi fa l’applauso perchè fate gli “stoici” nel vostro tanto caro, quanto cancerogeno, lavoro.

Sarà che son cresciuta in un ambiente che ha dato sempre troppa importanza alle cose materiali, più che ai sentimenti. Più importanza alla quantità, che alla qualità… Che io, più di tanti altri, seguo dei principi e dei valori diversi da quelli di mio padre. Non sono una sfaticata, il lavoro è importante e senza non mi potrei togliere mai uno sfizio, non potrei sopravvivere, non potrei viaggiare, non potrei seguire le mie passioni (che son davvero tante). Ma anche avessi meno, seguirei sempre una “Legge” il Carpe Diem.

Non ti frenare, non ti limitare. Ritaglia del tempo per te durante la settimana, ricordati che se puoi, la domenica è fatta anche per riposare. Non negatevi quel viaggio che rimandate da tanto perchè dovete stare in ufficio anche quando la vostra condizione di pensionato vi ha resi “liberi”. Non lasciatevi sfuggire le giornate e l’amore dei nipoti che crescono in fretta, o dei figli (parlando delle generazioni più vicine a me). Non litigate con vostra moglie o vostra figlia, perchè non sa fare una cosa esattamente come la volete voi, con il metodo anni ’70/’80… Allentate le briglie perchè qua già stiamo sotto fuoco incrociato e stiamo perdendo la bussola, i rapporti con le persone, il dialogo…

 

La vita va vissuta per le cose che contano di più. Per quello che fa star bene.

Ecco. Dovevo sfogarmi.

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2 risposte a "Perchè la vita è un brivido che vola via…"

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